Nuovo sito da Novembre 2015

Ho da poco lanciato un nuovo blog dedicato ai post

Lavori in Giardino

 

Qui troverete, non solo tutto quello che pubblicherò da adesso in poi, ma anche l’archivio dei post vecchi.

In parallelo, ho riorganizzato il sito, con un nuovo look e nuovi contenuti, più coerenti con le attività che svolgo in questo periodo –> Albaspinait

Vi invito quindi a visitare i nuovi siti, e buona lettura.

 

Li Tung – Inizio dell’inverno – 8/11/2015 – 21/11/2015

Siamo all’inizio di Novembre e, secondo il calendario cinese, all’inizio della stagione invernale.

Diversamente da noi, infatti, i cinesi posizionano le stagioni “intorno” ai quattro eventi astronomici (solstizi ed equinozi).

Quindi l’inverno è “centrato” intorno al solstizio e dura da inizio novembre a inizio febbraio; e questo è il motivo per il quale l’anno cinese comincia a inizio febbraio.

Comunque, si tratta di una convenzione, sensata e accettabile quanto quella a cui siamo più abituati.

 

Come anticipato nel post precedente sulla “Discesa della brina” (http://www.albaspina.it/2015/10/23/shuang-chiang-discesa-della-brina-24102015-8112015/), questo periodo è ottimo per i nuovi impianti, e anche per i trapianti.

Le piante ormai sono a riposo ma la terra non è ancora gelata; sono frequenti le piogge per assestare le radici che, alla ripresa vegetativa in primavera, si troveranno già nella nuova sede; se si devono trapiantare piante erbacee perenni, è ancora possibile dividere i cespi.

 

Sembra banale dirlo e scriverlo, ma una buona buca d’impianto è un enorme passo in avanti verso un felice assestamento di una pianta nella sua nuova sede.

Riporto qui uno schema pubblicato dall’Università della Florida, che ben rappresenta gli aspetti più importanti per mettere a dimora un arbusto o un albero. (*)

 

Se la pianta è in vaso, è sufficiente ricordarsi di riempire la buca con un buon terriccio, mescolato a compost e parte della terra estratta dallo scavo; in questo modo i microrganismi locali potranno svilupparsi in tutta la zolla e le nuove radici troveranno un ambiente soffice, che trattiene bene l’acqua, e ricco di nutrienti per un assestamento iniziale più rapido.

Prima di piantare, osservate il pane radicale: se trovate radici spiralizzate, cercate di scioglierle delicatamente, oppure tagliatele; se la zolla è troppo compattata, sminuzzatela, mettetela a bagno, togliete quasi tutto il terriccio e poi operate come fareste con una pianta a radice nuda.

 

In questo secondo caso (radice nuda) oppure se state traslocando una pianta da un altro luogo del giardino, un’operazione aggiuntiva molto utile è l’inzaffardatura.

(la foto è stata tratta dalla rivista Vita in Campagna)

Questa è una pratica tradizionalmente usata per arbusti e alberi, e fortemente consigliata in agricoltura biodinamica.

 

Si tratta di immergere le radici della pianta in un impasto costituito da letame e bentonite, oppure letame e argilla, diluiti con acqua fino ad ottenere una densità simile ad una maionese.

Nella versione biodinamica, si aggiungono anche un decotto di equiseto e il preparato Cornoletame e si dinamizza il tutto, cioè si mescola con movimento regolare (per circa un’ora!).

Chi, come me, ha difficoltà a trovare del letame di mucche o cavalli ben nutriti e ben allevati, liberi di pascolare e non “bombati” con ormoni o antibiotici, può sostituirlo con i panelli di ricino; in questo caso è meglio un miscuglio composto da ricino, argilla, bentonite e l’utilissimo decotto di equiseto più acqua per ottenere la corretta densità.

Con questa cura aggiuntiva, le radici della pianta saranno protette da traumi e potranno svilupparsi velocemente e bene.

 

Ultima accortezza: in terreni ben drenati, o in zone con estati asciutte, è bene creare un piccolo invaso intorno al nuovo esemplare, dove l’acqua piovana o quella di irrigazione si possano raccogliere ed essere ben assorbite dal terreno intorno alle radici; in caso invece di terreni con ristagno d’acqua, oltre a preparare una base di drenaggio sul fondo, ad esempio mescolando terriccio e sabbia o addirittura due manciate di ghiaia, è meglio creare un piccolo monticello, in modo da facilitare lo sgrondo dell’acqua lontano dal fusto.

 

Se invece dovete piantare delle erbacee perenni provenienti da un vaso, ricordatevi di smuovere delicatamente il pane radicale, fate una buca generosa, in modo da arricchire la zolla con un bello strato di terriccio e compost, e piantate, premendo bene ai margini (non al centro); io lo faccio con le dita delle mani e non con i palmi, in modo da assestare la zolla senza compattare il terreno.

E ricordatevi sempre: dopo l’impianto una bella copertina di foglie, non troppo  vicino al fusto per evitare marciumi.

 

Per finire e per riposarvi, magari mentre fuori piove e completa il vostro lavoro di impianto in modo perfetto, due suggerimenti di lettura, entrambi nati per l’orto o in generale per le colture alimentari, ma che contengono utilissime indicazioni applicabili anche nel giardino ornamentale.

Il primo, più semplice, è un libro classico, “Orto e frutteto biologico” edito da Giunti Demetra.

Il secondo è estremamente illuminante e completo, scritto da un profondo conoscitore delle tecniche di coltivazione naturali che ha approfondito e sviluppato, con innovazioni geniali basate sulla pratica e l’esperienza personale, “The new organic grower” scritto da Eliot Coleman edito da Chelsea Green Publishing: i capitoli sulla terra, i metodi di coltivazione e di accrescimento della fertilità sono meravigliosi. (**)

Questo testo è disponibile anche in formato eBook

http://www.chelseagreen.com/the-new-organic-grower

 

 

Allora, avete affilato la vanga?

 

(*) illustrazione di Edward F. Gilman, professore del Dipartimento di Orticultura presso l’Università della Florida-USA

(**) E’ strano, ma se cerco informazioni su tecniche e principi di coltivazione, di solito le trovo nei testi dedicati alle colture alimentari, orto e frutteto; mi sembra che quelli per il giardino siano più superficiali (ma forse sbaglio e non ne ho letti a sufficienza oppure non ho trovato quelli giusti…)

Novembre biodinamico 2015

E’ passato un altro mese e la lista dei lavori è lunga. Per fortuna, almeno per ora, il tempo tiene con bellissime giornate di sole.

Questo però è un regalo a due facce: stare in giardino è un piacere, ma le piante non sono ancora veramente a riposo, quindi sono un po’ titubante ad iniziare i trapianti (ovviamente, per piantare esemplari attualmente in vaso non c’è problema).

Quest’anno il Parthenocissus è splendido, mentre l’anno scorso la pioggia aveva rovinato l’effetto facendo cadere rapidamente tutte le foglie. Questo ramo insiste a crescere ed infiltrarsi in mezzo alla Yucca, ma l’effetto è così bello che non ho il cuore di rimuoverlo…

 

Quindi, godiamoci queste stupende giornate di sole, e fra una passeggiata e un buon tè, facciamo anche qualche lavoretto.

Novembre biodinamico 2015

Shuang chiang – Discesa della brina – 24/10/2015 – 8/11/2015

 

 

 

 

 

 

Riprendo con questo post una serie iniziata qualche anno fa ispirata al calendario cinese.

In questo calendario l’anno è diviso in 24 periodi di 14 giorni l’uno, con un nome ispirato alle caratteristiche più significative del tempo meteorologico e degli eventi naturali.

Ricordate che la cultura cinese è essenzialmente basata sull’agricoltura e su un legame molto stretto e profondo con i fenomeni naturali; oggi si abuserebbe del termine “olistico” per descrivere questo approccio, in cui si evidenziano soprattutto le similitudini, le affinità e le relazioni piuttosto che le classificazioni, le divisioni e i modelli astratti.

Mi ispiro ai periodi cinesi, e al loro nome molto evocativo, per suggerire alcune pratiche o attività tipiche del periodo in un giardino.

Anche se in questi ultimi anni stiamo osservando una trasformazione del tempo meteorologico decisamente significativa, rispetto anche solo ai ricordi dei non più giovanissimi, e quindi tutto va preso con buon senso e sensibilità personale per adattarlo alle condizioni locali specifiche, come sempre le mie indicazioni fanno riferimento al luogo in cui vivo, cioè la Pianura Padana vicino a Torino.

Ciò premesso, questo periodo di fine Ottobre è, o dovrebbe essere, caratterizzato da un deciso abbassamento delle temperature, soprattutto di notte, che, unito all’umidità, produce il fenomeno del nome, la brina.

Cosa si deve fare in giardino in questo periodo?

Due cose principali:

- effettuare i nuovi impianti

- preparare le aiuole per l’inverno

Dato che la prima può essere effettuata anche in Novembre, questa volta parlo della seconda, anche se sembra apparentemente illogico: infatti se in un’aiuola si dovranno fare degli impianti, ovviamente l’aiuola stessa o almeno nella zona vicina alla nuova buca, la preparazione sarà completata solo dopo l’impianto.

Non è detto però che tutte le zone del giardino siano “smosse” tutti gli anni, quindi iniziare da qui ha comunque senso.

 

Come sapete (*), il suolo non dovrebbe mairestare scoperto, con la terra nuda (se non ovviamente per periodi molto brevi); nelle zone non coperte da prato o da sentieri, quindi, è necessario un qualche tipo di pacciamatura.Non mi dilungo sui pregi, infiniti, e sulle tipologie, numerose, di pacciamatura; voglio solo descrivere quello che secondo me è un buon metodo da utilizzare in un’aiuola, che estesa in lunghezza può diventare un classico mixed border (**): una zona caratterizzata da una piantagione densa di arbusti, erbacee perenni (e annuali) e qualche albero, se lo spazio lo permette.

In un’aiuola, la soluzione che io preferisco è quella della “pacciamatura viva” cioè usare piante tappezzanti per coprire il terreno: in questo modo non solo si ottiene il risultato di proteggere il suolo, ma lo si fa creando un tappeto colorato, mutevole e che contribuisce alla biodiversità.

Ci sono tantissime piante tappezzanti, sempreverdi, a foglia decidua, fiorite, e non esiste nessuna situazione di esposizione, clima, umidità, che non permetta di individuarne una lista numerosa.

Anzi, il livello delle tappezzanti, le cosiddette ground-cover per gli amanti del mixed-border anglofono, fa parte integrante della progettazione dello spazio e costituisce non solo un fondamentale sfondo sul piano orizzontale ma anche un’infinita possibilità di colori, variegature, effetti sfumati o puntinati di fiori.

Questa soluzione ha però un problema: in fase di impianto è necessario mantenere uno spazio fra ogni singola piantina, per permettere il suo sviluppo e alcune specie potranno richiedere qualche anno per arrivare alle dimensioni definitive; questo spazio “vuoto” sarà quindi subito colonizzato dai semi di piante annuali a crescita veloce, quelle che di solito identifichiamo come erbacce.

Come si supera questo periodo delicato, proteggendo le giovani piante che abbiamo scelto e il suolo fra di esse?

Risposta esatta! Con la pacciamatura.

In situazioni standard (nella mia zona) una buona soluzione è data dalla corteccia di pino, disponibile nei garden e che risolve in modo esteticamente non invasivo il problema; gradualmente si decomporrà e verrà inglobata nello strato superficiale del terreno, ma nel frattempo ridurrà (non eliminerà…) la germinazione delle infestanti.

Un’altra soluzione è il cippato, BRF (bois rameal fragmenté) (***) che oltretutto rappresenta un ottimo metodo per riutilizzare le ramaglie di risulta delle potature, vostre o dei vostri amici: serve una cippatrice, o biotrituratore, che però potrebbe essere un buon investimento, eventualmente di gruppo. Se nel vostro giardino ci sono molti arbusti e alberi a foglia caduca, è anche un utilissimo strumento per sminuzzare le foglie in autunno; foglie e rami triturati potranno essere utilizzati come pacciamatura autunnale.

 

In autunno, in fase di impianto oppure di riordino, è quindi indispensabile rimuovere eventuali spontanee indesiderate, tagliare gli steli sfioriti che non volete lasciare come decorazioni invernali, eventualmente fare una leggera sarchiatura del terreno e poi coprire il tutto con uno strato di pacciamatura alto almeno 3-4 cm.

A proposito di spontanee indesiderate: in un giardino sano e senza trattamenti chimici vi stupirete della facilità con cui le piante si disseminano in giro; non solo quelle che avete inserito voi, ma anche clandestine infiltrate senza invito. Imparate a riconoscerle, in modo da accogliere quelle che vi piacciono; potrete lasciarle lì dove hanno scelto di germinare, trapiantarle in un luogo secondo voi più adeguato oppure rinvasarle e regalarle a qualche amico. Molte associazioni di appassionati di giardino organizzano degli incontri di scambio, in cui offrire le piantine in eccesso.
Buon lavoro a tutti!


(*) e se non lo sapete, mi concedo un attimo di auto-pubblicità e vi invito a leggere questo libro (http://maestridigiardino.com/libri/collana-scrivere-verde/ “Cosa c’è sotto – considerazioni sulla terra” disponibile anche in formato eBook)

(**) anche qui due suggerimenti di lettura, un po’ più impegnativi:

- il classicissimo “The Gardens of Gertrude Jekyll” di Richard Bisgrove, che presenta delle descrizioni molto dettagliate, corredate da disegni a colori, di alcuni fra i più famosi progetti dell’insuperata progettista creatrice del mixed border,

- “The American Meadow Garden” di John Greenlee e Saxon Holt, disponibile anche in formato eBook; a rigore non tratta della bordura mista, bensì del prato naturale, ma contiene interessanti suggerimenti decisamente diversi rispetto alla bordura come la intendiamo comunemente.

(***) maggiori informazioni qui –> http://www.movimentosereno.it/brf-il-compost-di-michel-barbaud/, molto dettagliato scientificamente, oppure qui –> http://aboutgarden.it/tag/brf-bois-rameal-fragmente/ classico post di Simonetta Chiarugi, sempre valido e accessibile.

Se non volete cimentarvi nella produzione, potete cercarlo presso le ditte che fanno il compost; nel Canavese, ad Albiano, c’è Paolo Roffino che produce anche BRF http://www.roffinocompost.it

 

aiuola invernale 2

Complice il freddo (e l’acqua, perché in questo momento sta piovendo) provo a immaginare un’aiuola bella anche in inverno e tutta verde, ispirata ai giardini giapponesi.

Non mi lancio in prove di giardini Zen, ma questo angolo mi piace molto.

Lo immagino con una pacciamatura in ghiaia bianca, in modo da far risaltare i gruppi di piante anche nei loro colori invernali (e la ghiaia è più facile da gestire della sabbia…).

 

Quattro “graminacee”, i cui colori variano nel corso delle stagioni (tranne il bambu che resta di un bel verde brillante) ma che mantengono le loro forme, erette e slanciate oppure a fontana arrotondata, anche nei mesi invernali.

E in primavera ed estate, ci sono diverse sfumature di verde, che spiccano sulla ghiaia chiara.

Più semplice di così!

 

Ah, ho segnato con una linea tratteggiata la barriera interrata per evitare che il bambu diventi un pericolo pubblico.

Suggerimenti per un gruppo invernale

Riprendo dopo un po’ di tempo i post con suggerimenti di composizioni di piante per il giardino.

Questo è costituito da piante molto facili, adatto a qualsiasi esposizione, anche in ombra parziale, purché il terreno sia fresco e senza ristagni.

E’ particolarmente interessante nei mesi invernali e con una ripresa di fioriture da Marzo/Aprile e poi in Giugno.

Se volete potete piantarlo adesso e, grazie alle bulbose presenti, godervi le fioriture già la prossima primavera.

I tulipani utilizzati in questo schema sono varietà a fiore giallo chiaro e i narcisi a fiore bianco e giallo, per mantenere l’armonia dei colori. Scegliete le varietà che preferite, fra le moltissime disponibili. Se però volete un suggerimento preciso, Tulipa turkestanica e Narcissus minor sono specie botaniche di taglia bassa, che insieme a Viola coronaria e alle violette del pensiero formano un tappeto delizioso alla ripresa della primavera.

Se poi volete mandarmi le foto del vostro lavoro, ovviamente anche con variazioni perché il bello dei suggerimenti è di ricavarne ispirazione, ne sarò felice.

 

proposta di aiuola bella soprattutto (ma non solo) in inverno

Libri e eBook


I primi libri dell’associazione Maestri di Giardino sono disponibili sia in formato cartaceo che elettronico.
Nella sezione Link trovate i riferimenti alle pagine contenenti tutte le informazioni per acquistarli.

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Nuovi progetti in galleria!

Nella sezione Portfolio ci sono alcuni nuovi progetti, con una breve descrizione e qualche foto.